Non solo Yankee Candles

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Ho già detto di avere una lieve ossessione per le candele, le tart di cera e le fragranze per la casa: adoro l’atmosfera che creano, ed adoro scegliere il profumo da cui farmi coccolare/rilassare/svegliare/energizzare etc.
Il mini-rituale che mi sono creata di scegliere un profumo prima di andare al lavoro, preparando il bruciatore elettrico che grazie al timer si accenderà mentre io sono ancora in ufficio e mi fatà trovare la camera da letto profumata ed accogliente al ritorno è qualcosa a cui non so più rinunciare, qualcosa che mi dà serenità.
C’è da dire che non tutte le candele sono create uguali, e francamente ho capito che anche questo è un campo in cui vale la pena spendere qualcosa di più perchè davvero c’è differenza. In altre parole: Ikea ti amo, ma le tue candele non sanno di nulla.

Sui social impazzano ed imperversano le Yankee Candle, ed in tutta sincerità… al di là della moda, hanno un loro perchè: hanno profumi buonissimi che si diffondo per davvero in casa e tantissime fragranze tra cui scegliere, però lasciatemelo dire: hanno anche i loro contro. Mai come quest’anno ho sofferto nel cercare di bruciarle decentemente, facendo piscina fino ai lati e non creando brutti tunnel. Ora che le temperature si rialzano so già che inizieranno a funzionare meglio, ma devo dire che un pochino tutti questi tribolamenti nell’usarle me le hanno fatte  diventare un po’ meno amate.

Oltre a consolidare il mio rapporto con il bruciatore elettrico (invenzione geniale che mi permette di usare candele e cere anche quando ho poco tempo invece delle due/tre ore minime di accensione di una giara, e che funziona bene, sempre, senza problemi), questo inverno di Yankee capricciose mi ha fatto venire voglia di scoprire le altre marche di candele disponibili: così ho iniziato l’esplorazione!

Le prime non-Yankee che ho provato sono state delle melt della Goose Creek, e della Kringle. Di queste marche non ho provato ancora nessuna jar, ma so che hanno due stoppini invece del singolo delle Yankee e quindi sarebbero una buona garanzia di migliore bruciatura. Il problema è che al momento non ho ancora trovato la fragranza giusta: ho provato varie melt, ma nessuna mi ha conquistato davvero. Se aggiungo che le poche che ho provato erano le sopravvissute alla selezione che me ne aveva fatte scartare tante… mi sono un po’ demoralizzata!

La prima candela con più di uno stoppino che abbia mai provato è stata in realtà una di Bath and Body Works, presa perchè un forte sconto mi ha invogliato a soddisfare questa curiosità: i tre stoppini sono fantastici, e la candela che ho preso è gradevole… ma nel complesso quelle che hanno di solito in negozio non mi dicono molto come profumo. Spero in edizioni festive che portino in futuro qualcosa di buono!

Una marca che invece mi incuriosiva da tempo è la Village Candle, e recentemente ho comprato alcune melt ed addirittura una giara (è stato amore a prima annusata!) che mi fa dire che davvero i due stoppini fanno la differenza: Yankee, perchè non vi decidede ad aggiungere un secondo stoppino nelle giare? Vi dichiarerei amore eterno!

Last but not least sono approdate dal primo marzo in italia le Country Candle, e con le mie amiche candelomaniache abbiamo subito ordinato una serie di daylight per scoprire anche questo brand: risultati altalenanti, non ho ancora preso una posizione chiara. C’è da dire che se comprassi una giara quantomeno saprei che anche queste hanno il doppio stoppino… si nota la mia ossessione sul tema?

In realtà sono tutte buone marche, e più che una versus l’altra, mi soffermo a cercare le fragranze che più mi piacciono: e così entriamo nel mondo dei dupes (che esistono anche qui, non solo nel mondo del beauty!).

Per esempio, io ho sempre amato Baby Powder della Yankee, ma ho scoperto che Powder Fresh della Village è anche più buona: sempre talco è, ma è più delicata, più morbida.. e la melt rende tantissimo, un quadratino era fin troppo per la stanza da letto. In futuro è un acquisto garantito!

Una delle mie fragranze Yankee preferite è A child’s wish, che è andata fuori produzione e io piango e faccio scorta. E’ un profumo fresco, di prato, lievemente fiorito ed agrumato. Pensavo fosse la cosa più simile ad un prato in primavera finchè non ho annusato Fields of Clover della Village: erba fresca, prato pieno di rugiada… è meravigliosa. Ho preso direttamente la giara e le ho giurato amore.

(Purtroppo un dupe di Ginger Dusk Yankee, anche lui fuori produzione, non credo esista. Maledizione).

Le mie speranze in casa Kringle al momento sono tutte su Comfy Sweater, che devo ancora provare… a confronto diretto con Cozy Cashmere della Village Candle, che si assomigliano ma non troppo e mi sembrano molto rilassanti e perfette per accogliermi a casa la sera quando ho solo voglia di stramazzare a letto.

Il mio cruccio irrisolto invece è il desiderio di una candela che sappia di caffè: ma caffè vero, energizzante. Ho provato sia Coffee Bean della Village che Coffee Shop della Country, ma la prima sa di caffè dolce irrancidito, la seconda di zucchero con qualche goccia di caffè sopra. Non parliamo di Cappuccino Truffle Yankee, che sa di plastica al caffè e cioccolato. Insomma, il mio sogno di respirare l’aroma di caffè è ancora non realizzato.

Ora però mi sono fatta una promessa: niente più nuove candele finchè non avrò consumato un bel po’ della collezione attuale – in pratica potrò comprarne di nuove nel 2020 o giù di lì!

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