Dopo una settimana di Instagram Stories…

insta

A me instagram piace parecchio, forse è il primo social su cui mi piace postare. Mi piacciono le immagini, mi piace incapsulare i ricordi in una foto, mi piace poterle rivedere e mi piace guardare belle foto condivise da persone conosciute e sconosciute.

Ho scaricato anche Snapchat da parecchio tempo, ma non ci posto mai nulla e seguo poche persone – anzi, mi rendo conto che dovrei seguirne anora di meno perchè molte si guadagnano lo swipe left immediato non appena mi appaiono sullo schermo: tanto varrebbe non vederle proprio! Mi diverto a seguire qualche personaggio, soprattutto quelli capaci di raccontare pillole di quotidianità senza troppe pretese ed atteggiamenti.

Da una settimana abbiamo scoperto Instagram stories: in pratica snapchat su instagram, senza i filtri e con le notifiche su tuuuuuuuuuuuuuuutte le millemila persone che si seguono, che mi interessi vederne i video o meno (parliamone: su snapchat seguirò una ventina di persone, su instagram al momento 663: giuro, non mi interessa vedere video di tutti e 663, casomai decidessero di farli!).

Su Instagram si postano foto belle, interessanti, da preservare. Su snapchat si postano sciocchezze, chiacchere, sprazzi di quotidianità che non ci interessa rivedere ma che magari ci permettono di conoscere o farsi conoscere meglio, in maniera diretta e sincera.
Instagram è studiato e posato dove snapchat è spontaneo e spesso improvvisato.

Diciamo che ci sono pro e contro per entrambi. Instagram proprio nel suo essere “costruito” e pensato a volte è bello da vedere, ma molte volte e per molti personaggi è una specie di pubblicità continua (blogger, vlogger e celebities varie che casualmente continuano a nominare, linkare, taggare e geotaggare il brand/luogo/prodotto di cui parlano…  se qualcuno alza la mano per dire “no, ma non è una marchetta” rido da qui all’anno prossimo – almeno ditelo e bon, dai…. ho capito che lo capiscono anche i sassi ormai che per certi profili di sincero non c’è nulla, ma che facce di bronzo!!). Anche su snapchat ho visto pien di unboxing, prodotti ricevuti e quant’altro… ma sembra meno pubblicità subliminale e più semplice diario – e mi infastidisce di meno, se inframezzato ad una buona dose di chiacchere e risate.
Sarà anche che uno snap che scompare dopo 24 ore è forse meno remunerabile di un post su IG che resta nel tempo e quindi non è ancora orrendamente sfruttato? BOH.

Due medium diversi, con due pubblici diversi, due stili diversi e due contenuti diversi: più giovane snapchat, più duraturo e rifinito IG. E queste benedette storie, come si piazzano? Nel mezzo, e senza un’anima propria.

A me, personalmente proprio non attirano neanche un pò. Troppa gente, troppa confusione. Come “content creator” non mi invoglia perhcè non mi vedo a condividere cose a casaccio (soprattutto chiedendomi: a chi mai interesserebbe?), e come spettatrice mi infastidiscono tutte quelle icone “in attesa di essere lette” in cima al mio feed. Sarà una fissa mia, ma mi infastidisce avere tutti quei reminder di contenuti che non apro, mentre vorrei solo godermi in pace il mio feed di belle immagini. Non ho voglia di aprirle (quando lo faccio, di solito sono anche deludenti) ma mi indispettisce ignorarle: mi rendo conto che nell’ultima settimana addirittura ho aperto di meno IG, per non trovarmele davanti.

E’ vero, apre il mondo dei contenuti usa-e-getta ai consumatori di IG che sono stati finora esclusi dal volatile mondo di Snapchat… ma forse lo erano semplicemente perchè non rientravano nel suo target e stavano bene senza.

Avevamo davvero bisogno di un altro mezzo di comunicazione di questo tipo? Ho già scoperto su snapchat persone che passano tutta la sacrosanta giornata a parlare allo schermo del telefono (o a farsi selfie, a ripetizione. Tanto poi scompaiono e se ne possono fare altri.) e fondamentalmente ne sono rimasta abbastanza inquietata: ma quanto bisogna essere soli per illudersi che queste continue chiacchere al nulla siano una vita sociale? Giuro che c’è qualcuno che mi ha spaventato.Certo, ci sono anche utenti bilanciati, personaggi con una discreta notorietà che hanno effettivamente un pubblico da raggiungere a cui propongono uno sgardo realistico nel quotidiano… e questo mi piace.
Per adesso IG Stories non ha proposto i filtri… e ragazzi, io vivo bene anche senza. Anzi, scomparissero pure da snapchat, sopravviverei benissimo. Coroncine di fiori, lingue di cani: MA BASTAAAA!!! Poi quando esce un filtro nuovo, tutti a postarlo come se fosse una cosa rivoluzionaria – esattamente come tutti gli altri account del proprio feed. Giuro, quella cavolo di apetta che distorce la voce mi fa venire da urlare, e non ascolto MAI uno snap con quel filtro.

Quindi non amo stories perchè non mi piace snapchat? Non è vero. Ci sono snap che guardo volentieri, perchè li trovo divertenti e mi fanno compagnia (una fra tutte? Adoro Clio, le sue pillole di vita quotidiana struccata, mentre va a fare palestra, mentre cammina in giro per new york, mentre compra reggiseni giganti su internet mi fanno sorridere ed adoro la sua semplicità senza pretese). Seguo anche qualche fashion blogger egomaniaca, perchè i loro selfie continui in cui si credono molto fighe (eggrazie, i filtri ti cambiano i connotati così tanto che pure un pupazzo di neve mezzo sciolto sembrerebbe un angelo di Victoria’s Secret) sono come i cantieri per i vecchietti… mi fermo a guardare e storco il naso. Ma non mi interessa seguire millemila video di persone a caso, non voglio passare la giornata a guardare cose inutili. No, ho deciso che io farò bellamente finta che questo NONcolpo di genio di Instagram non sia proprio nemmeno esistito.

Per fortuna non sono una social media addicted, mi vedo già la scena: Ok, adesso faccio questa cosa e la posto su Snapchat. Poi la rifaccio uguale per postarla su Instagram Stories. Poi torno indietro e faccio una foto fatta bene da postare su Instagram, poi la condivido su facebook, twitter e tumblr. Poi torno indietro e riprendo in un vog che ho fatto tutto ciò per postarlo su youtube. E poi? La giornata è passata e mi sono scordata di viverla. Ecco.

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2 comments

  1. Fantastica …. Mi sono divertita un sacco leggendo questo tuo articolo (si dice così?); ma vogliamo parlare delle “dirette”? Alcuni profili IG li guardo volentieri, come Clio, offre contenuti davvero piacevoli; per il resto vedo solo delle gran marchette o video/dirette totalmente prive di contenuti. Un abbraccio Ladyhawke111

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    • Quando avevo scritto questo post le “dirette” non esistevano ancora! Però diciamo che non ho cambiato molto opinione: ci sono ben poche persone che seguirei su IG stories, o meglio, direi che ultimamente sono proprio in caduta libera i numeri di persone che seeguirei. Sono talmente stanca di vedere solo pubblicità più o meno occulte che sono pochissime le persone che seguo, i post che leggo…il resto è tutta noia!

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