Senza aspettare gli altri

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Da piccola, facendo di necessità virtù, ero piuttosto indipendente e sapevo gestirmi serenamente la solitudine. Nella mia via non c’erano bambini della mia età, per cui quando non mi trovavo con le amichette della scuola o della palestra, stavo tranquillamente da sola. Andavo a casa dopo la scuola, facevo merenda, facevo i compiti guardando MacGyver e l’A-Team, e aspettavo i miei che rientrassero, inventandomi nel mezzo giochi ed idee. Crescendo, queste solitudini sono iniziate a diventare un po’ pesanti,  e non essere magari in giro con le amiche (perchè ehi, non si può essere SEMPRE in giro) diventava un fallimento, una cosa un po’ triste. Crescendo di più, l’idea di fare cose da sola viene quasi accantonata: al cinema da sola? Giammai! In vacanza? Ma siamo matti?!! C’è un evento, ma non c’è nessuno che voglia venire… pazienza, si salta.

Eh no, cavolo!

Una delle cose che ho cercato di coltivare quest’anno è proprio il decidermi a non aspettare gli altri per fare le cose che mi interessano – non perchè non mi avrebbe fatto piacere avere compagnia, non sono diventata una specie di eremita – ma perchè non ha senso rinunciare a qualcosa che si vuole fare solo perchè nessuno ha lo stesso interesse: chi lo dice che non si possa fare da soli? Anche perchè, diciamolo: quando poi si resta a casa “perchè nessuno voleva venire, non posso mica andare da sola” almeno per me c’è la garanzia di un umore nerissimo, condito dall’amaro della rinuncia. Ma perchè rinunciare?!

Me lo sono data come impegno quest’anno: se voglio fare qualcosa, non devo necessariamente aspettare che qualcuno la voglia fare con me. C’è compagnia? Ottimo, ci divertiremo. Nessuno vuole accompagnarmi? Va bene, io intanto non rinuncio e vado!

Sono partita dalle piccole cose: al cinema da sola? Perchè no, tanto vado a vedere il film, non è obbligatorio avere qualcuno con cui parlare. Vado, e mi immergo nella storia.

C’è un concerto che interessa solo a me? Vado, e mi perdo nella musica.

(I giri di shopping neanche li considero, perchè in fondo io preferisco proprio fare shopping in solitaria, mi piace riflettere con calma, gestirmi i miei tempi… e se proprio voglio un consiglio, c’è sempre whatsapp!)

Un passo decisamente più in là è stato decidere di andare a Londra da sola per qualche gioro: in vacanza all’estero da sola? Beh, si può fare. Certo, bisogna mettere in conto che l’alloggio sarà più caro, sia perchè la singola costa sempre di più, sia perchè è necessario sia inzona centrale e facilmente raggiungibile. Certo, bisogna organizzarsi perchè okay l’indipedeza, ma bisoga anche prestare attenzione alla sicurezza, visto che non abbiamo nessuno a fianco. Però si può fare: la mini-vacanza che ho fatto è stata bella e rilassante, costruita a misura su di me con la libertà di fare e cambiare piani a seconda del mood del momento. Non è stata una vacanza migliore di quelle in compagnia: è stata diversa, ma ugualmente piacevole.

Possono essere quindi cose piccole come andare al multisala a vedere un film senza pensare “oh, che sfigata ad andare al cinema da sola” fino all’idea di partire e andare all’estero senza accompagnatori… il risultato è un carnet di ricordi a cui avrei rinunciato se avessi aspettato di trovare qualcuno che volesse farmi compagnia, e la certezza di non avere rimpianti per questa rinuncia. Direi che è un’ottima cosa, e sapere di avere questa possibilità, questo “coraggio” (non perchè ci voglia del coraggio ad andare ad un concerto da sola, ma serve per accantonare il pregiudizio sociale secondo cui da sola equivale a  triste e senza compagnia anzichè autonoma, serena, sicura) mi fa guardare positivamente in avanti: quali altri ricordi mi costruirò con gli amici? Quali altri mi costruirò da sola?

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